Ciao, una mia amica vive una vita infelice ed in continua angoscia, con un marito che non lavora, dorme fino a tardi la mattina e beve come una spugna (si sospetta che faccia uso anche di altro..). Lei si alza molto presto perchè lavora in un bar (deve sbarcare il lunario), poi si occupa di tutto il resto : casa, famiglia e figlia. Nonostante un un'importante intervento subito e le successive cure radio-chemioterapiche, non ha perso un giorno di lavoro (utilizzava il giorno di riposo per le cure!). E' costantemente tartassata da questo marito che la tiene sotto scacco e che le impedisce di vivere serenamente. Non vive certo serenamente neanche la loro bimba che ha 8 anni e che manifesta un'accentuata iperattività e mancanza di concentrazione a scuola. Lei si sforza di far apparire la famigliola un quadretto sereno, ma lui (specie quando è sotto l'effetto dell'alcool - ormai quasi costantemente) continua a creare problemi ed è arrivato ad attaccare la famiglia di lei. L'altra sera, lui ha cacciato lei e la bambina di casa, dicento di volere il divorzio. Lei se n'è andata a casa della madre, che non abita molto distante da casa sua. Ma lui, già la sera dopo, è andato sotto casa della madre a suonare il citofono ed a minacciare di rompere tutto (citofoni, portina, ecc) se lei non fossa tornata a casa. Già la seconda sera, la mia amica, pur di evitare "casini" (a suo dire, ma io ritengo per paura), è tornata a casa; la bambina che era già a letto, è dovuta uscire in pigiama e con le ciabattine alle 22,30 di sera... Tutta la famiglia è costretta a vivere secondo i suoi ritmi, senza la sua presenza fisica (lui, se non è a letto, è in uno dei tanti bar), ma sotto la sua continua minaccia. L'instabilità caratteriale è accentuata dall'uso di alcool e quindi non è mai possibile prevedere quando e come si scaglierà contro le sue vittime, tenute come ostaggio in casa. Non possono permettersi nulla (niente vacanze, niente cose superflue, niente sport per la bambina da quest'anno) perchè i soldi non bastano; ma lui continua a non lavorare (perchè dice, c'è crisi e non c'è lavoro), ma non si fa mancare i bicchierini al bar (che frequenta quotidianamente) e le sigarette. Vorrei aiutarla, ma non so come fare. Anche perchè lei continua a subire in silenzio e passivamente, forse per paura, forse per vergogna. E soprattutto, non accenna a parlarne con nessuno, neanche con la madre e la sorella. Come posso io intavolare un discorso sull'argomento? Vorrei tanto aiutarla a capire qual'è la strada migliore da percorrere per consentirle di ricominciare a vivere serenamente e soprattutto per garantire alla bambina un'infanzia normale. Vorrei un vs parere. Grazie
Avere un’amica che l’ascolta e la comprende, credimi, è già molto.Non farle mai mancare il tuo sostegno, la tua solidarietà e comprensione (non compassione!). Ciò le permetterà di comprendere che qualcosa deve fare, se non per lei, almeno per la sua bambina. Questo è il punto sulla quale tu devi insistere.La bambina ha diritto a vivere un’infanzia serena, non ha bisogno di cose superflue, ma di serenità , di tranquillità e di sicurezza sì! E lei come madre la deve tutelare. E’ sempre difficile trovarsi in queste situazioni ma sono certa che con la tua sensibilità saprai certamente aiutarla.Prova a farle vedere siti come il nostro o volantini che trattano il maltrattamento in famiglia! Esortala a contattare centri antiviolenza (se vuoi possiamo fornirti nominati e indirizzi dei centri nella tua città) o ad inviarci un’email oppure a telefonarci, sapremo aiutarla anche con consigli legali. Spero sia riuscita ad aiutarti , non esitare a scriverci, anche con email private, saremo sempre a vostra disposizione .Un abbraccio a presto.